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Il vostro matrimonio visto con i miei occhi…
Sono un fotografo di matrimonio iscritto ad alcune delle più prestigiose associazioni a livello nazionale e internazionale, ma non è certamente per questo che io mi senta bravo ne tantomeno il motivo per cui sia qui a scrivere questo articolo.
Sono fermamente convinto che tutte le storie vadano vissute in pieno ancor prima di essere raccontate, solo così si avrà ben chiaro quale sarà l’epilogo finale.
Vi assicuro che per me fare foto ad un matrimonio, il vostro matrimonio, non è semplice lavoro, è qualcosa che va oltre, ed è per questo che mi spingo sempre ai limiti della mia emotività per avere la certezza di essere un buon narratore.
Ogni istante percepisco la vostra emozione, la vostra paura, la gioia, la felicità e l’amore che avete dentro, ed è solo vivendo in prima persona questa ruota di emozioni che riesco ad entrare a far parte della vostra giornata.
Non voglio sentirmi un ospite, ne tanto meno un professionista che sta solo cercando di svolgere il proprio lavoro, cerco qualcosa di più per far si che il mio compito sia portato a termine nel miglior modo possibile.
Per me non si tratta di raccogliere semplici immagini che una volta stampate se ne resteranno li per sempre, in silenzio, io voglio che ogni volta che sfoglierete il vostro album esca tutto quello che avete vissuto quel giorno, voglio farvi emozionare, commuovere, piangere e allo stesso tempo sorridere, e vi assicuro che questo non sarebbe possibile se prima non fossi stato io a farlo.
Riccardo Pieri Photographer
“Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e filtri giusti.
Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.”
Tiziano Terzani
Un anno dopo…
Un anno fa, guidato dalla forte passione e da un pizzico d’ingenuità, ho deciso di abbandonare ogni certezza e dedicarmi completamente alla professione di fotografo.
In un momento in cui nessuna professione si dimostra all’altezza di offrire sicurezza, come un bimbo che attraversa la strada senza guardare ho aperto il mio studio fotografico.
Mi sono reso conto in fretta, dopo lo stordimento iniziale, delle difficoltà a cui sono andato in contro, in un mondo che visto dall’esterno sembra solo magico.
I giorni passavano e lavorando al mio computer osservavo la porta dello studio che non si apriva mai, la frustrazione cresceva, come la paura stessa di aver sbagliato tutto. Consapevole di lavorare bene, iniziai a mettere indubbio anche il lavoro stesso.
Per fortuna, l’amore per questo lavoro, e la porta dello studio che giorno per giorno si apriva sempre più spesso mi hanno dato coraggio e consapevolezza, la direzione da seguire era giusta.
Oggi, un anno dopo, la paura c’è ancora, tenuta a freno però, dalla certezza di aver fatto la scelta giusta.
Sapendo di aver intrapreso una strada impervia e dissestata ma di avere i mezzi per percorrerla senza problemi, con la giusta attenzione.
Le risposte positive arrivano ogni giorno, lo studio è diventato la mia seconda casa, e tutti quelli che ci girano attorno la mia seconda famiglia che mi rende sempre più orgoglioso della mia ingenuità, che mi ha spinto a rischiare forse troppo, ma mi ha ripagato abbondantemente.
Ringrazio tutti i miei clienti, perchè è soprattutto grazie a loro che questo sogno può continuare e perchè la cosa più bella per un fotografo è la soddisfazione nel vedere la loro faccia al termine di un lavoro ben riuscito.
Il giorno del matrimonio…una storia da raccontare per foto
. Questo è lo scopo principale che si pone un fotografo che realizza un reportage di matrimonio. Il giorno più bello di due persone che decidono di trascorrere la loro vita insieme deve essere ricordato nel modo migliore e soprattutto deve far riscoprire ogni qualvolta lo si guarda, l’emozione provata nel momento dello scatto.
Un’emozione, un sorriso, la preparazione all’evento, sono tutti elementi essenziali che questo tipo di reportage cerca di cogliere. Un reportage naturale, che va alla ricerca dell’attimo fuggente e lo coglie nella sua unicità e semplicità, ricreando tutta la storia di una giornata. Un reportage sicuramente non facile da realizzare, ma che, diversamente dal classico album di matrimonio, ha la capacità di essere assolutamente e totalmente naturale e informale.
La differenza sostanziale che c’è tra questo tipo di fotografie del matrimonio e l’album, sta nel fatto che nella realizzazione del reportage il fotografo è praticamente assente, o meglio, è presente ma non dà istruzioni agli sposi o agli invitati riguardo alle pose o a sorrisi poco naturali ed artefatti. Sta a lui capire qual’è il momento migliore per tradurre un gesto, un sorriso, un bacio in una foto che rimarrà per sempre testimonianza di quel giorno.
Ovviamente anche il feeling tra gli sposi e lo stesso fotografo diventa di fondamentale importanza. Ovvio è che il risultato finale dovrà compiacere in primo luogo i protagonisti di questa “foto-storia”. Protagonisti consapevoli ma anche inconsapevoli, dato che non c’è un’interferenza diretta del fotografo. Il fotografo infatti è presente dall’inizio alla fine della giornata, dal trucco della sposa, alla preparazione del vestito, al taglio della torta, fino a qualsiasi istante anche apparentemente insignificante, ma che ne completa la trama.
Lo studio fotografico di Riccardo Pieri realizza questo tipo di fotoracconto, cercando di personalizzare per ogni coppia la “loro” giornata e rendendola unica.
Sul workshop fotografico ed altro
“Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l’arte della fotografia”. (Helmut Newton)
Il pensiero espresso dal grande fotografo tedesco descrive con soli tre concetti un’arte tanto apprezzata e conosciuta, quanto di difficile comprensione come la fotografia. In tanti cercano di imparare questa forma d’arte, di farne un mestiere o un semplice diletto, ma quel che più conta in questi casi, oltre all’abilità tecnica, è l’emozione, il sentimento che si riesce a suscitare attraverso l’obiettivo, sia per noi stessi, sia per coloro che guarderanno il risultato in un secondo momento.
La fotografia vista come arte si impara soprattutto osservando, lavorando e stando a contatto con altri che, sul filo della stessa passione, cercano di immortalare un attimo, un luogo, una persona o un semplice dettaglio. Il lavoro che, ad esempio, viene effettuato attraverso incontri formativi come i workshop, cerca di caratterizzarsi non solamente per il taglio tecnico che questi assumono, ma anche per la possibilità di stare a contatto con altri fotografi o amanti dell’arte, ognuno con il proprio bagaglio di esperienze.
In sintesi un workshop non è un corso, ma un’esperienza partecipativa in un luogo prescelto per coloro che già hanno sufficienti nozioni di base e che vogliono migliorare la propria tecnica. Pratica alternata a teoria dunque, ma anche e soprattutto emozioni, pazienza e confronto con gli altri.
Ogni partecipante infatti può fotografare con la tecnica che più preferisce, può raccontare un’esperienza o la visita di un luogo scegliendo di farlo fotografando paesaggi, persone, animali, dettagli o qualunque altra cosa susciti in lui/lei un’emozione, il workshop si può definire infatti anche come un viaggio fotografico. Questo tipo di esperienze sono infatti formative, non solo per chi vi partecipa, ma anche per chi lo organizza e guida, dato che egli stesso è un partecipante come gli altri e come gli altri ha sempre la possibilità di imparare a guardare le cose con un punto di vista diverso, facendone tesoro.
Questo è in sostanza ciò che caratterizza questo tipo di esperienza. Il workshop può essere fatto all’aria aperta, in oasi naturali, città, in studio (il workshop di ritratto) e in qualunque altro luogo i partecipanti possano trarre sentimenti e significati per loro importanti e comunicarli ad altri, cercando di suscitare in loro qualcosa.
Riccardo Pieri organizza periodicamente workshop fotografici all’estero o anche in studio (workshop di ritratto). Informati sui prossimi appuntamenti e viaggi fotografici presso lo studio in via di Bucine 40 a Levane, Bucine (AR).
www.5punto6.it
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A chi da sempre ha creduto nel nostro prodotto, al nostro primo cliente, che ci ha telefonato per darci consigli e a chi ancora oggi lo fa. A chi semplicemente ci dice ‘bravi’. A chi ci ha criticato e ci ha aiutato a crescere, a che ci ha detto ‘finalmente’, facendoci sentire un po’ speciali. A chi ci ha aperto la sua casa per farci scattare una foto e a tutto lo staff che ogni giorno combatte con i millimetri e con le difficoltà nascoste dietro a questi oggetti.A chi sa che il lavoro artigianale fa la differenza e a chi crede che le foto si possano ancora stampare ed incollare una ad una. Grazie.
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Alla scoperta della Val d’Orcia lungo la Via Cassia, tra le colline senesi
La Via Cassia è la strada storica per eccellenza che mette in comunicazione la città del Palio con la grande Roma. La storia viaggia su questa antichissima via consolare che assiste al cambiamento del tempo attraverso i secoli affacciandosi su quella Toscana che tutti cercano e sognano.
E’ una strada a scorrimento veloce ma invita ad una guida rilassata e risveglia il piacere di seguire con gli occhi il paesaggio in movimento.
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Le fotografie del matrimonio indispensabili
I fotografi del matrimonio e i cineoperatori iniziano il loro lavoro sin da parecchie ore prima del rito del matrimonio: sarà necessario infatti cogliere gli istanti di attesa di entrambi gli sposi, di ansia, di emozione, i preparativi della sposa, circondata dalla mamma e dalle amiche più care: è questo il momento giusto per realizzare i primi piani della sposa, dato che il trucco è perfetto. Di norma il fotografo dovrebbe arrivare a casa della sposa circa tre ore prima delle nozze, per poi immortalare la simbolica uscita dalla casa dei genitori.
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L’album di nozze diventa hard. Nuova tendenza tra i neo sposi
Una nuova tendenza si sta diffondendo tra i neo sposi negli Stati Uniti e non solo. Oltre alle solite foto posate degli sposi e della famiglia le giovani coppie ora vogliono che il fotografo immortali anche la loro prima notte di nozze. Corpi abbracciati o sorpresi sotto la doccia, momenti dolci o situazioni hard. A inventare il nuovo trend sono state due fotografe americane Melissa Squires e Michelle Jonné.
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